C’è un filo rosa, tinto d’iridato, che unisce le grandi speranze del ciclismo italiano al talento purissimo di Lorenzo Mark Finn. La sua straordinaria cavalcata sul traguardo di Monte Livata al Giro Next Gen non è un fulmine a ciel sereno, ma la naturale estensione del percorso di un predestinato. Un ragazzo che, a soli 19 anni, sta dimostrando una maturità agonistica e una solidità mentale fuori dal comune, doti necessarie per chi è chiamato a riportare l’Italia in cima alle grandi vette internazionali.
Lorenzo Finn, radici liguri e anima internazionale
Nato il 19 dicembre 2006 a Genova, cresciuto a pane e ciclismo tra i tornanti e il mare della Liguria, Lorenzo incarna perfettamente la figura del ciclista che non vuole bruciare le tappe, avendo già avuto la possibilità in passato di diventare professionista, ma ha preferito continuare il suo percorso di crescita negli Under 23.
Il suo trampolino di lancio definitivo è avvenuto tra gli Juniores, categoria in cui ha stupito il mondo conquistando la maglia iridata nel 2024, un trionfo che ha riacceso i riflettori sul vivaio italiano. Ma il vero capolavoro, quello che ha ridefinito i confini del suo potenziale, è arrivato al suo primo anno tra gli Under 23: Finn ha saputo ripetere l’impresa, laureandosi Campione del Mondo anche nella nuova categoria a Kigali 2025, una doppietta storica che pochissimi eletti nella storia del ciclismo giovanile sono riusciti a realizzare.