Lo si aspettava sul Monte Livata e lui, puntuale e inesorabile, è arrivato. Lorenzo Finn ha vinto, anzi stravinto, il primo arrivo in salita del Giro Next Gen 2026, rendendosi protagonista di uno straordinario assolo cominciato a circa 10 km dall’arrivo. Nulla hanno potuto Mateo Ramírez (UAE Team Emirates GenZ) e Henrique Bravo (Soudal Quick-Step Devo), rispettivamente secondo e terzo al traguardo, che alla fine hanno pagato 52” al talento ligure.
Con questo successo Finn vola naturalmente in Maglia Rosa, la prima della sua carriera, che domani coprirà la splendida livrea arcobaleno di campione del mondo.
Fuga numerosa, ma Finn è implacabile
L’inizio di gara è super intenso, tanto che la prima ora vola via a 50,8 km/h nonostante ci fosse anche una piccola salita nel mezzo. Alla fine evadono 33 corridori: Gustave Blanc, Paul Fietzke, Gijs Schoonvelde (Red Bull-Bora-hansgrohe Rookies), Bálint Feldhoffer (Bahrain Victorious Development), Braden Reitz (Decathlon CMA CGM Development), Lennes Jacobs, Matteo Vanhuffel (Development Picnic PostNL), Miguel Ángel Marín (EF Education-Aevolo), Nicolò Arrighetti, Cristian Remelli (General Store-Essegibi-F.lli Curia), Johan Blanc, Soan Ruesche (Groupama-FDJ CT), Adam Rafferty, Ben Wiggins (Hagens Berman Jayco), Matthew Dodd, Milkias Maekele, Nicolas Milesi (Ineos Grenadiers Racing Academy), Kamiel Eeman (Lotto-Groupe Wanty), Tomás Pombo, Ibai Villate (Movistar Academy), Roei Edinger, Álvaro García (NSN Development), Federico Savino (Soudal Quick-Step Devo), Sander Granberg (Team Drali-Repsol), Michele Pascarella (Team Nippo Nuovacomauto Obor), Nicolò Pizzi (Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone), Elliot Rowe, William Smith (Visma | Lease a Bike Development), Baptiste Lecoq (Tudor U23), Daan Dijkman, Ugo Fabries (UAE Team Emirates GenZ), Tommaso Cafueri (UC Trevigiani – Energiapura Marchiol), Pierre-Henry Basset (XDS Astana Development).
Tra i battistrada ce ne sono alcuni di molto pericolosi, come Vanhuffel, 2° in classifica generale, Rafferty, Eeman, Villate, Rowe e Dijkman, tutti distanti 21” da Van Kerckhove. Il loro vantaggio massimo è di 3’25”, con la Soudal Quick-Step Devo di Henrique Bravo, che però fa buona guardia e li tiene sempre a distanza di sicurezza.
Dopo la salita di San Vito Romano, tra i fuggitivi si avvantaggiano Blanc, Remelli, García e Basset, che arrivano ai piedi della salita finale del Monte Livata con 30” sugli altri fuggitivi e poco meno di 2 minuti sul gruppo. In salita Blanc fa la differenza e si ritrova solo al comando, mentre in gruppo scalpitano e fin dalle prime pendenze scatta come una molla Mateo Ramírez. Finn lo lascia fare per qualche centinaio di metri, poi fa partire la sua progressione alla quale rispondono inizialmente solo Sparfel e Bravo, si riporta sull’ecuadoriano, e poi cambia ulteriormente passo, salutando tutti. Il ligure si riporta quindi sul compagno di squadra Blanc, che lo scorta per circa un chilometro e mezzo e poi gli lascia la scena, a 8,7 km dalla vetta.
Dietro Ramírez e Bravo diventano i primi due inseguitori, ma negli ultimi 4 km il loro ritardo si mantiene sempre attorno al minuto. Il campione del mondo è irraggiungibile, la prima smorfia di fatica la si scorge solo a due chilometri dall’arrivo. È la sua prima vittoria al Giro Next Gen, ma ora l’obiettivo è festeggiare domenica.