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Tappa

6

Venerdì 19
Giugno 2026

157 km
Dislivello 3500 mt

Tudor Partenza tra

G ::

Velletri -

Subiaco-Monte Livata

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Tappa appenninica che attraversa i Castelli Romani e la Ciociaria. Dopo Fiuggi e gli Altipiani di Arcinazzo il percorso raggiunge Subiaco per affrontare la salita finale verso Monte Livata.
Ultimi KM
Ultimi chilometri tutti in salita. La salita del Monte Livata misura 16 km con una parte molto ripida (15%) nei primi km. Rettilineo finale di 250 m.

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Velletri

Panoramica

Velletri è una cittadina del Lazio centrale, immersa nel verde dei Castelli Romani, a soli 40 Km a Sud di Roma. Sorge in un’incantevole posizione, adagiata sulle pendici del Monte Artemisio in un’area di grande interesse naturalistico, paesaggistico e culturale quale quella dei Colli Albani.
La bellezza dei luoghi, la ricchezza del patrimonio storico-artistico e architettonico, nonché un’antica e rinomata tradizione enologica e culinaria contraddistinguono questa città dalla storia millenaria, in cui l’imperatore Cesare Ottaviano Augusto trascorse l’infanzia.

Gastronomia

1) Strozzapreti alla Velletrana, connubio di semplicità di esecuzione e gusto.

2) Zuppa di Cavoletti e Baccalà, un piatto che ancora oggi, nella sua semplicità, è capace di creare un forte legame tra i veliterni e le loro tradizioni contadine.

3) I Carciofi alla Matticella, simbolo indiscusso della città e legato alla viticoltura locale, sono cotti in braci di matticelle, fasci di sarmenti delle viti.

4) Ciambelline al vino, biscotti secchi dalla forma a ciambella, sono preparati con farina, zucchero, olio e vino, che conferisce loro un aroma e una friabilità unici.

5) Ciambelle al mosto, dolce tradizionale, realizzato con pasta lievitata e preparato con mosto d’uva tiepido.

6) Ciambelle all’acqua, dolce povero della tradizione contadina, con anice. L’impasto viene sbollentato e passato in forno.

Bevande

Il Velletri DOC rosso e bianco.

Rosso, vitigni: Sangiovese, Montepulciano, Cesanese Comune, Cesanese di Affile. Colore rosso rubino. Etereo, speziato, al palato risulta secco, morbido e armonico.

Bianco, vitigni: Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano, Trebbiano giallo. Colore giallo paglierino. Al naso il bouquet floreale è pulito ed elegante, con note di frutta matura, lievito e birra. Al palato è secco, di buon corpo e persistenza.

Punti d'Interesse

1) Il Palazzo Comunale, opera di Della Porta e del Vignola, che con il Palazzo dei Conservatori e il Tempietto del Sangue delimita l’antica Piazza di Corte di impronta rinascimentale, oggi Piazza Cesare Ottaviano Augusto.

2) Il Museo Archeologico “O. Nardini”, inaugurato nel 1920, diviene un’istituzione viva in continua crescita. La raccolta è costituita da materiali lapidei e materiali fittili che vanno dal periodo preistorico a quello altomedievale. Il Sarcofago delle Fatiche di Ercole, del II sec. d.C., è divenuto ormai, l’emblema del patrimonio archeologico della Città.

3) Il Museo di Geopaleontologia e Preistoria dei Colli Albani, inaugurato nel 2005, espone diversi minerali e una raccolta di fossili, pietre lavorate, punte, raschiatoi e coltelli a dorso. La sezione di Protostoria espone diversi corredi provenienti da necropoli dell’età del Ferro.

4) L’Area Archeologica delle SS. Stimmate occupa il colle su cui si stanziò il primo nucleo abitativo della città, con testimonianze risalenti all’età del Ferro, a cui seguì l’edificazione di un tempio nel VII-VI sec. a.C. e le sue trasformazioni successive, attribuite a Tarquinio il Superbo.

5) Il Museo Diocesano, fondato nel 1927 dal Cardinale Basilio Pompili, ha sede nell’antico Seminario Vescovile, un prestigioso edificio il cui nucleo più antico risale alla seconda metà del XV secolo. Le opere, provenienti soprattutto dalle chiese della città, fanno parte della collezione dalla fine dell’ottocento.

6) L’ex Convento del Carmine, lasciato dall’ordine religioso nel 1870 per essere poi adibito ad ufficio catastale fino agli anni ’60, oggi, sede  della Biblioteca A. Tersenghi, conserva affreschi di rara bellezza, che il tempo e l’azione dell’uomo avevano relegato in uno stato di degrado e abbandono, come la classica “Ultima Cena” e  Elia sul carro di fuoco. Presso Palazzo Cinelli, anche la Biblioteca Fondo antico, l’Archivio storico comunale e l’Archivio notarile.

7) La Cattedrale di Velletri dedicata a San Clemente I Papa e Martire, risale al V sec. e ha una pianta basilicale suddivisa in tre navate con  sette cappelle. Nella cripta è conservato l’affresco raffigurante la Traslazione delle reliquie dei santi Eleuterio e Ponziano, unica testimonianza iconografica di come era l’aspetto esterno della chiesa nei primi secoli.

8) S. Maria del Trivio, fu edificata in data anteriore al campanile; essa era costruita in stile gotico con il soffitto a nuda travatura. Nella prima metà del secolo XVII, divenuta fatiscente, fu dato incarico all’architetto Carlo Maderno di redigere il disegno della nuova chiesa, che avrebbe assunto la forma a croce latina, con cupola centrale, cappelle laterali e sontuosa facciata. L’opera di completamento fu affidata nel 1759 dal Vescovo Cardinale Raniero D’Elci, all’architetto Carlo Murena.

9) Porta Napoletana, edificata nel 1511, fu inizialmente costruita come ingresso principale del borgo medievale veliterno. La porta è dotata di un portale e di una massiccia inferriata. Da qui partivano le mura, che intervallate da torri, circondavano Velletri.

10) Chiesa di S. Lucia, fondata nel 1032 e nel 1595 presentava ancora il suo aspetto gotico. Ha subito numerosi rimaneggiamenti soprattutto a causa della sua utilizzazione impropria: infatti durante le numerose guerre  servì da caserma, da ospedale e anche da stalla. Nel sec. XX che viene stravolto l’antico impianto a causa della costruzione della cappella delle vittorie, su disegno dell’architetto M. de Rossi

Subiaco

Panoramica

Subiaco, nel cuore della Valle dell’Aniene e immersa nel Parco Naturale dei Monti Simbruini, è uno dei borghi più affascinanti del Lazio. Culla del monachesimo benedettino e della stampa in Italia, conserva un patrimonio storico, artistico e spirituale unico. Tra monasteri medievali, vicoli storici, paesaggi montani e il fiume Aniene, Subiaco unisce cultura, natura e tradizioni autentiche, rappresentando una meta ideale per turismo religioso, outdoor ed enogastronomico.

Gastronomia

1) Pappaciuccu: Piatto contadino a base di cavolo nero, pane casereccio e pezzi di pizza di granturco rafferma. Simbolo della cucina povera sublacense.

2) Pezzole con fagioli: Pasta tradizionale locale servita con sugo e fagioli, semplice ma ricca di sapore.

3) Subiachini: Dolci tipici a base di mandorle, miele, albumi e zucchero. Croccanti e profumati, rappresentano uno dei simboli gastronomici di Subiaco.

4) Tozzetti: Biscotti secchi alle mandorle, perfetti da accompagnare con vino dolce o liquori
locali.

5) Salame del Re: Dolce arrotolato di pan di Spagna e cioccolato, tipico della tradizione locale.

6) La Trota in Guazzetto: Un omaggio alle limpide acque del fiume Aniene, cucinata con pomodoro, erbe aromatiche e aromi.

Punti d'Interesse

1) Monastero di San Benedetto – Sacro Speco: Edificato attorno alla grotta dove San Benedetto visse in eremitaggio, il Sacro Speco è uno dei luoghi spirituali più importanti d’Europa. Il monastero, incastonato nella roccia del Monte Taleo, custodisce splendidi affreschi medievali e un’atmosfera unica che gli valse il nome di “soglia del Paradiso”.

2) Monastero di Santa Scolastica: Fondato nel VI secolo, rappresenta il Monastero benedettino più antico al mondo. Celebre per i suoi tre chiostri di epoche diverse, la biblioteca storica e la prima tipografia italiana a caratteri mobili, rappresenta uno dei simboli culturali di Subiaco.

3) Rocca Abbaziale dei Borgia: Fortezza medievale che domina il borgo dall’alto, fu residenza di importanti abati
commendatari, tra cui i Borgia. Oggi ospita il Museo delle Attività Cartarie e della Stampa e offre un suggestivo panorama sulla Città e sulla Valle dell’Aniene.

4) Ponte di San Francesco
Ponte medievale a schiena d’asino che attraversa il fiume Aniene e conduce all’omonimo convento. È uno degli scorci più caratteristici di Subiaco e rappresenta un importante simbolo storico e architettonico del borgo.

5) Convento di San Francesco: Rappresenta uno dei luoghi spirituali più affascinanti della Valle dell’Aniene.
Fondato nel XIII secolo dopo il passaggio di San Francesco d’Assisi, conserva un’atmosfera di raccoglimento e semplicità francescana. L’edificio presenta elementi medievali, affreschi sacri e un chiostro silenzioso immerso nel verde. Ancora oggi il convento rappresenta un importante punto di fede, cultura e
memoria storica per pellegrini e visitatori.

6) Borgo degli Opifici: Antico quartiere medievale dei cartai e degli artigiani, conserva vicoli stretti, piazzette e scorci autentici. Testimonia la storica tradizione della lavorazione
della carta che rese Subiaco un importante centro produttivo.

7) Villa di Nerone: Area archeologica legata alla grandiosa villa fatta costruire dall’imperatore Nerone attorno ai laghi artificiali del fiume Aniene. Oggi restano suggestive testimonianze dell’antico complesso romano immerso nella natura.

8) Basilica di Sant’Andrea Apostolo: Principale chiesa cittadina, custodisce opere d’arte e importanti testimonianze
religiose. Sorge nella Piazza principale della Città proprio di fronte al Municipio e rappresenta uno dei principali punti di riferimento spirituali della comunità sublacense.

9) Monte Livata: Località montana situata nel Parco dei Monti Simbruini, meta ideale per escursioni, trekking, sci e attività outdoor. È conosciuta come “la montagna di Roma” per la vicinanza alla Capitale.

10) Piazza Pietra Sprecata: Suggestiva piazzetta medievale del centro storico, caratterizzata da edifici in pietra e atmosfere autentiche. È uno dei luoghi più fotografati del borgo, fonte d’ispirazione per i pittori del Grand Tour.

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