Oggi i giovani atleti del Giro Next Gen. sono partiti dal basso Piemonte, per una terza tappa che ha attraversato tutto il pavese verso il magentino.
La preferenza oggi è andata ai velocisti, per via del percorso dritto e maggiormente in piano.
La pianura padana in queste zone offre uno spettacolo insolito e variegato, con coltivazioni e campi circondati da borghi e città densamente abitate.
La prima parte della tappa, ricca di vigneti, sembra rendere omaggio all’industria vinicola del territorio, legata soprattutto al Barolo Piemontese.
Seguendo il percorso attraverso le provincie di Alessandria, Pavia e Milano, la tappa ha strizzato l’occhio al Po, simbolo e icona del nord Italia e parte integrante della nostra storia.
Grazie al passaggio dei ciclisti, abbiamo potuto vedere e gustare un percorso che ha seguito vie rinascimentali, capace di farci arrivare ad immaginare l’aroma e il profumo delle tipiche cucine piemontesi e lombarde, famose per i piatti della tradizione come la cotoletta e la bagna cauda, giusto per citarne alcuni.
Oggi quel percorso tra odori e sapori è stato affrontato da giovani ciclisti che hanno saputo mostrare competitività, fermezza e molta determinazione.
Passando per Vigevano si è costeggiata la parte storica della città, mostrando anche la varietà culturale e artistica che differenzia le città lombarde, in passato divise e influenzate chi dai francesi, chi dagli austriaci.
Negli ultimi 5 chilometri, invece, si è attraversata Abbiategrasso, con un passaggio vicino al suo Castel Grande.
Con l’ultima volata, nella periferia magentina, le telecamere hanno potuto godere di un panorama urbano che mostra ancora le vestigia della Magenta passata.
La vittoria, al cardiopalma, è stata di Luke Lamperti, giovanissimo statunitense di 21 anni.
La maglia rosa resta a Alec Segaert.
Voglio concludere sottolineando la felicità con cui ho visto gli atleti arrivare al traguardo, di come trasparisse dalle loro parole l’entusiasmo per l’esperienza vissuta.
Stefano Trento, Istituto Luigi Einaudi di Magenta